Recensione Fitbit Air dopo un mese di utilizzo: Figo ma l’AI Coach è davvero utile?

Sto provando da un mesetto il nuovo Google Fitbit Air, la smartband senza display o altro che davvero mi ha sorpreso su molti aspetti e lasciato perplesso altrove

Devo ammettere che dopo aver provato tantissimi smartwatch che non mi hanno mai convinto per diversi fattori, in primis mi piaccio troppo gli orologi classici e poi per la durata della batteria, gli smartband mi hanno sempre affascinato ma non ho mai trovato qualcosa che mi piacesse anche a livello estetico.

Quando Google ha presenta la Fitbit Air, la fitness band da 99 euro che arriva sul mercato come un dispositivo poco ingombrante, sembra un normale braccialetto, e che si concentra sul monitoraggio della salute a tutto tondo senza offrire null’altro.

Non ha schermo, non mostra notifiche, non permette di rispondere ai messaggi e non offre vere funzioni smart. È un dispositivo pensato per essere indossato 24 ore su 24, durante il sonno, l’allenamento, il lavoro o anche in contesti più eleganti senza dare mai fastidio.

Il suo punto di forza è proprio la discrezione. Con un peso ridottissimo, circa 12 grammi con cinturino, Fitbit Air si dimentica facilmente al polso. L’autonomia è un altro aspetto convincente Google promette fino a 7 giorni e, nell’esperienza d’uso, questo dato viene confermato anche con diverse ore di allenamento settimanali.

Design minimalista e comodità quotidiana

L’assenza dello schermo all’inizio può sembrare strana. Chi è abituato a smartwatch come Apple Watch o dispositivi WearOS tende a guardare il polso per controllare ora, notifiche o passi. Con Fitbit Air, invece, tutto passa dall’app Google Health.

Questa scelta, però, ha anche vantaggi importanti. Durante il sonno non ci sono luci, vibrazioni invasive o ingombri fastidiosi. Il tracker è leggero, comodo e adatto anche a chi non sopporta dormire con uno smartwatch tradizionale e devo dire che ci ho dormito oltre un mese senza mai avere un fastidio.

Cinturino e indossabilità

Il cinturino Performance Loop in tessuto è comodo, regolabile e facile da lavare. Può però causare qualche fastidio iniziale sulle pelli più sensibili e con il cinturino di base ho avuto qualche problema anche io. Esiste anche un cinturino in silicone, venduto separatamente, ma quello in tessuto sembra più adatto all’uso quotidiano e notturno.

Personalmente ho quello standard nero, e quello grigio (che sembra più un violetto), che è molto bello con finiture cromate che permettono di tenerlo al polso in qualsiasi condizione, anche sotto un abito senza mai sfigurare troppo, e non dare mai nell’occhio.

Solo da qualche giorno Google ha pubblicato i dettagli dei disegni CAD su come permettere ai produttori di creare cinturini di tutti i tipi e sicuramente le alternative non mancheranno, magari anche più comode ed utili di quelli ufficiali di Google, che sono già ottimi.

Google Health e AI Coach: Il vero valore di Fitbit Air … anche se migliorabile

Il cuore dell’esperienza non è la band, ma l’app Google Health. L’app raccoglie dati su sonno, frequenza cardiaca, HRV, temperatura cutanea, SpO2 e frequenza respiratoria. La novità più interessante è l’integrazione con l’AI Coach basato su Gemini, disponibile tramite abbonamento Premium.

L’AI Coach Google invia notifiche e suggerimenti personalizzati, quasi come un allenatore personale. Può consigliare quando allenarsi in base al meteo, segnalare una batteria quasi scarica, suggerire il recupero dopo una notte difficile o proporre piani di allenamento.

Questo rende Fitbit Air molto più interessante rispetto a una semplice fitness band. Il dispositivo raccoglie i dati, mentre l’intelligenza artificiale prova a interpretarli e trasformarli in consigli pratici. Una funzionalità che con il tempo sta migliorando tantissimi, ma non è esente da errori.

I limiti dell’intelligenza artificiale applicata alla salute

Le allucinazioni dell’AI Coach

Il problema principale è che l’AI Coach resta basato su un modello linguistico. Questo significa che può commettere errori, soprattutto con i numeri. Nell’esperienza descritta, l’AI ha talvolta riportato dati incoerenti rispetto a quelli reali, ad esempio interpretando male il punteggio del sonno.

Questo è un limite importante poiché quando si parla di salute digitale, la fiducia nei dati è fondamentale. Il 90% delle interazioni può essere utile e preciso, ma quel 10% di errore rende necessario controllare sempre i grafici e non affidarsi ciecamente ai consigli generati dall’intelligenza artificiale.

Troppo gentile, poco severa

Un altro limite è il tono dell’AI Coach. Spesso risulta incoraggiante, ma poco diretto. Un vero personal trainer, in alcuni casi, sarebbe più severo e aiuterebbe meglio a correggere cattive abitudini. Sarebbe utile poter scegliere uno stile di coaching più morbido o più deciso.

In effetti, in alcuni casi si è dimostrato troppo dolce nei miei confronti, anche quando per due giorni non ho fatto movimenti e di fatto sono stato sempre seduto al computer con pochi movimenti e pochissimi passi fatti. Questo però è un “problema” dell’Ai in generale.

Autonomia, batteria e ricarica

La batteria di Fitbit Air è uno degli aspetti migliori. Con un utilizzo intenso, tra corsa, pesi e bici, si arriva a circa 7 giorni reali. La ricarica rapida è comoda ed in appena 5 minuti garantiscono circa un giorno di utilizzo, mentre una ricarica completa richiede circa 90 minuti.

Il vero limite è il LED della batteria dove il bianco indica una carica tra 100% e 20%, mentre il rosso segnala meno del 20%. Una distinzione così ampia è poco utile e sarebbe meglio avere almeno tre colori: bianco, arancione e rosso. Per vedere la percentuale esatta della batteria dovete aprire l’app Google Health.

Sport e monitoraggio: Bene, ma non per tutti

Fitbit Air funziona bene per corsa, camminata e bici. Il cardiofrequenzimetro è affidabile a riposo e abbastanza preciso durante gli allenamenti aerobici. Meno convincente, invece, il monitoraggio durante i pesi, dove molti tracker da polso faticano a rilevare correttamente i picchi di battito.

Il rilevamento automatico è limitato a poche attività corsa, camminata, bici, vogatore ed ellittica. Da questo punto di vista, competitor come Whoop offrono un catalogo sportivo più ampio anche se Google sta lavorando per aggiornare continuamente l’app con miglioramenti sui dati.

Fitbit Air vs Whoop: Prezzo aggressivo e abbonamento opzionale

Fitbit Air si propone come alternativa a Whoop con una strategia molto aggressiva. Il dispositivo costa 99 euro e l’abbonamento Premium è opzionale anche se di fatto essenziale se si vuole avere di più dalla band. Whoop, invece, richiede un costo annuale più alto e un modello più vincolante.

Senza Premium, Fitbit Air resta utilizzabile, ma perde alcune funzioni avanzate, soprattutto quelle legate ai riepiloghi AI e al coaching personalizzato. Di fatto, per sfruttarlo davvero, l’abbonamento diventa quasi necessario ma potete anche usarlo per monitorare i dati e non avere le funzionalità AI.

Privacy: Il vero prezzo nascosto

Un tema da non sottovalutare è la privacy dei dati sanitari. Fitbit Air raccoglie informazioni molto sensibili come sonno, battito, temperatura, HRV, SpO2, allenamenti e posizione GPS. Tutto entra nell’ecosistema Google Health e può contribuire al miglioramento dei modelli AI.

Il prezzo di 99 euro è competitivo, ma il vero compromesso riguarda i dati personali. Chi sceglie Fitbit Air deve accettare questo scambio tra comodità, intelligenza artificiale e privacy ma comunque prima o poi tutti i dati in nostro possesso finiranno in mani altrui, anche senza AI.

Conclusione: Fitbit Air può sostituire il personal trainer?

La Fitbit Air non può ancora sostituire davvero un personal trainer, ma rappresenta uno dei tentativi più interessanti di portare l’intelligenza artificiale nel fitness quotidiano. È leggera, comoda, ha un’ottima autonomia e un prezzo competitivo. L’AI Coach è utile, proattivo e spesso sorprendente, ma deve ancora maturare.

I principali difetti sono le allucinazioni dell’intelligenza artificiale, il LED batteria poco chiaro, il riconoscimento sportivo limitato e i dubbi sulla privacy. Nonostante questo, Fitbit Air è un prodotto promettente, soprattutto per chi cerca un fitness tracker senza schermo, discreto e integrato con l’ecosistema Google.

Per chi vuole monitorare sonno, recupero e attività fisica senza indossare uno smartwatch ingombrante, Fitbit Air è una delle proposte più interessanti del momento. Non licenzia il personal trainer, ma può diventare un assistente digitale molto utile per capire meglio il proprio corpo e migliorare le proprie abitudini.

Sono appassionato di tecnologia sin dalla tenera età, coltivo la mia passione con aggiornamenti quotidiani e non mi lascio scappare proprio nulla. Ho creato HowTechIsMade per condividere con voi le mie passioni ed aiutarvi ad avere un approccio più semplice con la tecnologia.
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